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Di
colore rosso rubino, vinoso nei suoi toni che ricordano la vendemmia,
il 20% di altri vitigni, assemblati sulle uve, lo rende più
facile da bere nonstante una vibrante dinamica acida che dà
vita ad un apprezzabile equilibrio gustativo.
E'
un Barbera legato ad un progetto
solidale.
Noi
Cooperativa agricola legata al territorio insieme ad un gruppo di amici
(Banda
Brisca) che ripropone musiche popolari, abbiamo sentito
l’esigenza di allargare il nostro orizzonte verso
realtà di disagio economico e sociale.
Ci sembra che il connubio “vino musica” potesse
essere il punto di partenza per un discorso di solidarietà.
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Questo
vino viene promosso in modo particolare in occasione di feste popolari,
ricorrenze socioculturali organizzate da Valli Unite e da Banda Brisca.
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Dalla
vendita di ogni bottiglia, il 33% I.V.A. esclusa, viene destinato ad un
progetto scelto liberamente dalla Cooperativa Valli Unite con la
collaborazione di associazioni specializzate in campo di
solidarietà e durerà “fino a che
berremo quel vino”.
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| Scolarizzazione delle bambine
del Burkina Faso. |
| Il
Burkina Faso ha verosimilmente un livello di |
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scolarizzazione tra i più bassi del continente e sono
soprattutto le bambine le più penalizzate. Il progetto
prevede la concessione di prestiti alle famiglie, ma soprattutto a alle
donne ad un tasso agevolato così da permettere loro di
intraprendere o continuare piccole attività di artigianato o
di altro genere ed avere al tempo stesso la possibilità (e
in questo caso l’impegno) di mandare almeno una figlia a
scuola.
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Per
il secondo progetto ci spostiamo nella foresta brasiliana in un
territorio protetto abitato da Indios “Saterè
Mawè” legati alla cultura della pianta
del guaranà della quale utilizzano i semi per
ricavarne un prodotto caffeino-energetico. Da alcuni anni tale prodotto
arriva anche sui mercati europei grazie all “Cooperativa
Chico Mendes” di Milano.
E’ di questa cooperativa il progetto a cui ci siamo
affiancati, che prevede l’allevamento da parte dei
Saterè Mawè di api locali per la produzione di
miele che andrebbe ad arricchire la loro dieta, le stesse api servono
anche a favorire una miglior impollinazione della pianta di
guaranà .
Un progetto dunque legato al territorio ed
all’autosufficienza di piccole, ma importanti culture che
altrimenti rischierebbero di scomparire…..
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Sito web: www.chicomendes.it
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Il
terzo progetto , e qui ci spostiamo in Pakistan- Isalamabad , prevede
la costruzione di un villaggio pilota con
case, scuole, biblioteche e laboratori artigianali per dare
possibilità a circa 300 persone (famiglie e orfani) di poter
acquisire un minimo di scolarizzazione (sia per i piccoli che per gli
adulti) e per sviluppare le antiche e manuali attività
(falegnameria, lavorazione del vetro, del ferro, telaio, ricamo ed
altro). All’edificazione dei fabbricati saranno chiamati
tutti coloro i quali ne usufruiranno, creando non soltanto risparmio,
ma anche coinvolgimento personale.
Anche le attività legate all’agricoltura,
orticultura, allevamento con la trasformazione e la conservazione dei
prodotti, integrano il programma aperto ad ogni esperienza che
valorizzi la persona e che impegni chi collabora
nell’onestà e nel rispetto, uniche ma inderogabili
clausole per l’ammissione ad un mondo in cui le differenze si
sesso, razza e religione “non costituiscono reato!”
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Sito web:
www.intersos.org
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Come
quarto progetto ci è sembrato interessante quello per
l’Eritrea (Africa occidentale) che prevede l’ acquisto
di sementi locali (sorgo, miglio e ceci) da distribuire
al almeno 1000 famiglie. Tale progetto ci è stato proposto
dall’Associazione di solidarietà con il popolo
eritreo onlus , la quale segue tale progetto dalla raccolta dei fondi
fino alla sua realizzazione concreta. L’uso di sementi
locali, più resistenti e produttive in quei terreni aridi,
darebbe la possibilità ai contadini di riacquistare la
propria autosufficienza e praticare un’agricoltura il
più possibile sostenibile e non sussidiata.
L’Eritrea è un paese travagliato da anni da guerre
e devastazioni, l’economia è basata
sull’agricoltura di sussistenza e sull’allevamento
brado del bestiame. Grazie a questo progetto , realizzato sotto
responsabilità dell’ufficio di Mani Tese di
Asmara, sono stati fin’ora riabilitati due invasi per la
raccolta di acqua piovana, costruiti altri tre invasi, costruita una
micro-diga in terra, sassi e cemento, costruita una strada di
collegamento tra alcuni villaggi.
Infine la richiesta dei contadini di avere sementi locali e di essere
messi in condizione di preservare può essere già
un notevole passo avanti, almeno sul piano psicologico e culturale!
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Il progetto prevede una
stretta collaborazione con la comunità di Dabia ( piccolo
villaggio nel Nord del Senegal), per valorizzare
l'attività di colorazione naturale delle stoffe,
offrendo alle donne la possibilità di ampliare il mercato di
vendita dei loro prodotti, di migliorare la qualità dei
manufatti in un'ottica di rispetto ambientale e di recupero dei saperi
ed abilità tradizionali oggi a rischio.
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La
grande siccità degli anni settanta ha provocato un grave
impoverimento delle risorse economiche, naturali e culturali della
regione. In questa fase di crisi, la colorazione chimica delle stoffe ,
più economica in termini di tempi di lavorazione di costi
del colore e più ricca quanto a tinte disponibili, si
sostituisce rapidamente alla tradizionale colorazione naturale delle
stoffe, rivelando però forti controindicazioni dal punto di
vista dell'ambiente e della salute.
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La componente manuale resta
infatti fondamentale anche per questo tipo di colorazione: le fantasie
e i giochi di colore sono infatti ottenuti con un lungo processo
artigianale di preparazione delle stoffe con nodini, pieghe e ricami
tradizionali.
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Il CRIC
(Centro Regionale d'Intervento per la Cooperazione) che ha promosso il
progetto agisce senza fini di lucro, nello spirito di
solidarietà sociale, mettendo le proprie conoscienze e
capacità al servizio della cooperazione e dela
solidarietà internazionale.
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| Sito web:
www.cric.it
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| Progetto: Baamtare
Futa "Lo sviluppo del Futa" |
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Alziamo
il bicchiere e Alla Vostra Salute….. che la strada
è ancora lunga!
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